La cittadina toscana è il luogo ideale per ospitare il museo dedicato al Basket.
Immersa nella verde Piana Lucchese, a due passi dal mare, non distante dalla montegna, Lucca è una città magica, dove si respira la storia e l'arte della Toscana e dell'Italia. Tradizione e progresso vanno a braccetto per garantire agli abitanti una vita senza rinuncie e, allo stesso tempo, a misura d'uomo. Una delle tre città al mondo, uniche rimaste completamente racchiuse da un cinta muraria rimasta intatta, Lucca si presta come ideale anfiteatro dentro il quale si può assistere all'appassionante evolversi della storia di uno dei più popolari sport al mondo. La tradizione dello sport cestistico per eccellenza è forte a Lucca, ben radicata da anni di attente e appassionate politiche delle società sportive e della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro), rivolte soprattutto ai giovani. Le numerose iniziative riguardanti lo sport in generale e il basket in particolare, fanno del comune toscano un punto di riferimento per amatori e operatori, e la creazione del Museo non farà che rafforzare la centralità di Lucca rispetto al mondo del Basket. Per essere ciò che è Lucca ha vissuto una storia lunga e intensa, degna di essere ricordata anche solo per sommi capi: Breve storia del Comune di Lucca Le origini Colonia latina nel 180 a. C. ebbe statuto di Municipium che consentiva una certa autonomia amministrativa. Nel periodo bizantino e durante il regno dei Goti, il vescovo assunse un notevole potere sulla città. Il nome Lucca dovrebbe derivare dal termine celto- ligure "Luk" , luogo paludoso. L'alto medioevo Con il Regno dei Longobardi Lucca divenne capitale del più importante ducato della Toscana, sede di un dux-iudex (duca-giudice) che aveva giurisdizione su un vastissimo territorio e risiedeva in un palazzo nei pressi dell'odierna piazza San Giusto. Questa importanza politica continuò anche dopo con l'Impero di Carlo Magno ed il Regno d'Italia. Il marchese Adalberto I estese il suo potere su Firenze e su Fiesole, risiedeva a Lucca in un fastoso palazzo alle porte della città dove oggi è il Piazzale Verdi (anticamente chiamato Il prato del marchese). Alla fine del X secolo la città era la capitale del vasto marchesato di Toscana. L'autonomia comunale Dal secolo XI la lenta dissoluzione del marchesato fu accompagnata dalla sempre maggiore autonomia delle singole città. L'imperatore Enrico II concesse a Lucca la giurisdizione su un territorio di sei miglia intorno alle mura, base per il futuro stato lucchese, il marchese Guelfo rinunziò ai propri diritti sulla città. Il governo comunale fu retto da due consoli, poi da un podestà. Le assemblee deliberative erano due: il Consiglio Maggiore (detto di San Michele in Foro) ed il Consiglio Minore (detto di San Pietro maggiore). Nel XIV secolo il potere esecutivo era attribuito al Consiglio degli Anziani presieduto da un Gonfaloniere. Dopo la signoria di Castruccio Castracani (1316-1329) la città perse la propria indipendenza e ci fu un periodo di varie dominazioni straniere. La Repubblica di Lucca Con la riacquisizione della libertà, nel 1369, Lucca si dette un nuovo statuto repubblicano. Il potere esecutivo restava al Gonfaloniere ed agli Anziani, in carica per due mesi, il potere deliberativo era attribuito ad un unica assemblea, il Consiglio Generale che delegava la discussione di particolari materie al Consiglio dei Trentasei. Questo ordinamento restò in vigore fino al 1799 con esclusione dei trenta anni della signoria di Paolo Guinigi (1400-1430). Tuttavia nel corso dei secoli furono attuate alcune limitazioni all'accesso alle cariche pubbliche. La legge Martiniana (1556) e l'introduzione di un Libro delle Famiglie Nobili (1629) fecero di Lucca una repubblica oligarchica. L'epoca Napoleonica Dopo una breve parentesi, nella quale si alternarono per le vicende belliche della campagna d'Italia di Napoleone, due governi democratici a due di restaurazione (1799-1805), il Senato della Repubblica democratica lucchese chiese all'imperatore dei Francesi di concedere alla città un suo familiare come sovrano. La scelta cadde su Elisa Bonaparte e su Felice Baciocchi che come principi di Lucca e Piombino governarono con un regime costituzionale dal 1805 al 1814. La costituzione del Principato di Lucca e Piombino prevedeva la separazione fra governo dello stato ed amministrazione della città, in questo modo nacque il moderno Comune di Lucca presieduto prima da un maire, poi nuovamente da un gonfaloniere di nomina governativa ed infine con l'unità d'Italia da un sindaco eletto dai cittadini. Dalla Restaurazione all'unità d'Italia Il Congresso di Vienna (1815) non restaurò l'antica Repubblica ma istituì il Ducato di Lucca per Maria Luisa e Carlo Lodovico di Borbone che erano rimasti senza un trono. Carlo Ludovico nel 1847 cedette il ducato ai Lorena, Lucca fu unita alla Toscana e subito dopo al Regno d'Italia. |